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Alain de Benoist

Alain de Benoist (Saint-Symphorien, 11 dicembre 1943) è uno scrittore francese, fondatore del movimento culturale denominato Nouvelle Droite (Nuova Destra), del quale è stato animatore insieme a Guillaume Faye, Pierre Vial e Giorgio Locchi.

Durante i primi anni Sessanta è stato legato a varie entità della destra francese. Il suo processo di maturazione politica lo portò ben presto ad estranearsi dalle accuse di neofascismo che lo investivano e già con i suoi scritti, durante gli anni Settanta, cominciò a costruire il suo percorso originale fatto di critica verso la globalizzazione e il liberalismo in favore delle piccole patrie e delle identità culturali. Negli ultimi anni ha sviluppato una forte critica ad ampio raggio nei confronti della politica imperialistica degli Stati Uniti.

De Benoist considera la democrazia rappresentativa come un limite per poter sviluppare un maggior coinvolgimento popolare alla vita politica di un paese. Crede fortemente in un’Europa unita e federale, dove il concetto di nazione viene a decadere in favore delle identità regionali unite da un comune senso di appartenenza continentale.

Il suo pensiero non è classificabile né come di destra né come di sinistra. La sua quarantennale esperienza lo ha portato a sintetizzare alcuni dei concetti che abbracciano il marxismo, l’ecologismo, il multiculturalismo (contro l’immigrazione obbligata che appiattisce le identità), il socialismo, il federalismo comunitario e il paganesimo. Partito da una visione del mondo faustiana e nietzscheana, negli ultimi anni de Benoist è approdato ad un’idea di postmodernità dal forte sapore olistico, ecologista e heideggeriano.

I suoi detrattori non hanno mai accettato e contestano con altre idee ciò che invece de Benoist insiste a sostenere con soggettiva profondità. A destra lo si rinnega e anzi ci si imbarazza per l’etichetta giornalistica affibiata alla sua corrente culturale (Nuova Destra), a sinistra non gli si perdonano i suoi trascorsi di militanza nella destra radicale.


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