Archivio della categoria 'Storia moderna e contemporanea'
Ebraismo, sionismo e antisemitismo nella stampa socialista italiana
Ebraismo, sionismo e antisemitismo nella stampa socialista italiana. Dalla fine dell’Ottocento agli anni sessanta
Nel corso di un secolo il rapporto tra il socialismo italiano e il mondo ebraico è stato molto intenso. I grandi momenti dell’esperienza ebraica dell’età contemporanea hanno costituito materia di riflessione e di analisi della stampa socialista. L’affaire Dreyfus e la nascita dell’antisemitismo politico in Europa, le origini del sionismo e le vicende dello Stato d’Israele, la politica razziale fascista e la “shoah“, la partecipazione degli ebrei ai movimenti rivoluzionari e l’antisemitismo nell’Unione Sovietica hanno costituito problematiche di grande rilievo per la cultura e la politica del socialismo italiano.
I saggi raccolti in questo volume ricostruiscono le cronache, le immagini, le interpretazioni fornite su questi temi dai principali organi della stampa socialista italiana dalla fine dell’Ottocento agli anni sessanta. Sullo sfondo delle vicende politiche, si delinea il rapporto tra due culture e due identità, emerge il ruolo svolto dal socialismo nella costruzione dell’immagine degli ebrei nella società italiana, si chiarisce il contributo offerto per rendere l’esperienza storica dell’ebraismo contemporaneo una componente essenziale di una società democratica.
Categorie: Ebraismo, Giornalismo, Marsilio, Storia moderna e contemporanea.
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I diari segreti del medico di Hitler
I diari segreti del medico di Hitler
È stata una lunga ricerca. Dal 1974, anno in cui terminai la stesura de La guerra di Hitler, ho raccolto la maggior parte delle carte appartenenti al professor Theo Morell, compresi i verbali degli interrogatori che aveva sostenuto alla fine della guerra. Nel settembre 1981, mentre lavoravo nell’Archivio Nazionale di Washington, ho rinvenuto una scatola di cartone contenente gli appunti terapeutici di Morell e tutto ciò che aveva annotato sullo stato di salute di Hitler. Evidentemente, temeva che, se qualcosa di negativo fosse capitato ad un paziente di tale importanza, avrebbe dovuto fornire alla Gestapo relazioni dettagliate. (…)
Ho decifrato tutte le annotazioni, determinato la precisa indicazione di tarmaci non convenzionali usati e raccolto opinioni mediche sia sui problemi sanitari di Hitler che sui metodi di Morell. Il quadro sulla salute di Hitler è ora completo. Non c’è più spazio per le speculazioni. Dal diario emerge anche la relazione intercorsa tra Hitler ed i medici che lo hanno curato fra cui, in particolare Theo Morell, il medico la cui autorità regnò incontrastata dal suo primo incontro con il Fuhrer, nell’inverno 1936, sino al drammatico congedo.
Categorie: David Irving, Edizioni Clandestine, Storia moderna e contemporanea.
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Gli spettri del Quarto Reich
Gli spettri del Quarto Reich. Le trame occulte del nazismo dal 1945 ad oggi
Strasburgo, 10 agosto 1944. All’Hotel Maison Rouge si danno convegno, all’insaputa di Hitler, i vertici politici, industriali e finanziari della Germania nazista con l’obiettivo di mettere a punto le strategie per salvare uomini e capitali prima della disfatta ormai certa. Da qui l’autore muove l’indagine nelle pieghe più oscure degli ultimi cinquant’anni. Un viaggio che ripercorre le fughe rocambolesche in Sud America di criminali nazisti del calibro di Mengele e Eichmann (e forse dello stesso Hitler); che ricostruisce la trama di connivenze che hanno indotto i russi e gli americani a riciclare l’imponente apparato spionistico del Reich; che indaga sulle complicità di capi di stato come Stroessner e Peron (la cui moglie Evita era probabilmente una spia tedesca); e che approda all’oggi, al sottobosco intricato dei movimenti neonazisti.
Attraverso una smisurata mole di documenti e dati e dando voce ai sopravvissuti e ai loro discendenti, Dolcetta compone le tessere di un mosaico inquietante, dove i “vecchi signori” hanno nutrito nuove generazioni di adepti, aggrappati a un credo mai morto, oggi più vitale e minaccioso che mai.
Categorie: Marco Dolcetta, Storia moderna e contemporanea, BUR.
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Il Gran Capitano
Il Gran Capitano. Ritratto di un’epoca
Il motto che guidò l’esistenza di Consalvo di Cordova fu sempre “costruire e rinnovare”; un obiettivo condiviso da alcuni importanti esponenti del clan degli Enriquez, fra i quali spiccarono per ingegno la regina Giovanna di Napoli e il re Ferdinando d’Aragona. Due principi a capo di poderosi apparati amministrativi che ricercarono il modo di rinnovare lo Stato o che si facevano strada con complessi intrighi diplomatici nel dedalo di interessi creato dalla nobiltà; due principi impeccabili nella loro assoluta fede nei valori della modernità, in anticipo di una o due generazioni sulla propria, mossi da quell’impulso a perfezionare la propria personalità che lo storico svizzero Jacob Burckhardt attribuisce a una natura sì dominante, ma anche dotata sotto più aspetti, propria dell’uomo universale, ossia di una tipologia umana a suo avviso squisitamente italiana.
Subito dopo la sua morte, numerosi italiani e spagnoli che l’avevano conosciuto di persona, o semplicemente per sentito dire, presero a narrarne la vita e le gesta. Iniziava così l’elaborazione del mito. Venne gettata luce su singoli dettagli nel comportamento di Consalvo durante la guerra di Granada o le campagne d’Italia. Il mito sorse da quegli stessi racconti e con una precisa intenzionalità politica. La passione moderna per la costruzione di un mondo si sovrappose all’opprimente destino della tragedia classica, per poi saldarsi con gli interessi dell’Impero spagnolo e degli Asburgo.
Categorie: José Ruiz-Domènec, Storia moderna e contemporanea, Einaudi.
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Misteri italiani
Misteri italiani. Dai diari di Mussolini ai delitti di Stato
Che fine hanno fatto le memorie di Vittorio Emanuele III, la cui esistenza è comprovata dalle testimonianze di autorevoli giornalisti, storici e diplomatici, ai quali il sovrano le ha mostrate? E i celeberrimi diari di Benito Mussolini? Chi uccise il dittatore e Claretta Petacci, se l’unica certezza è che non fu il giustiziere ufficiale, il famigerato “colonnello Valerio”? E ancora, come morì il Maresciallo Ugo Cavaliere: suicida, secondo quanto venne dichiarato o “suicidato” dai tedeschi? E per concludere, chi uccise Ettore Muti, il fedelissimo di Mussolini, figura popolarissima negli ambienti fascisti, mentre scortato da un grande numero di carabinieri veniva portato per un controllo in caserma? Probabilmente si trattò del primo delitto di Stato dalla fine del fascismo: l’inizio di quelle “deviazioni” dei servizi segreti che hanno contrassegnato da allora i così numerosi misteri italiani.
Ricco di aneddoti e citazioni che ricreano la cupa vita quotidiana del tempo, questo è il racconto di una serie di enigmi dei quali viene rievocata la storia e proposta una logica soluzione.
Categorie: Silvio Bertoldi, Rizzoli, Storia moderna e contemporanea.
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I Luigi di Francia
I Luigi di Francia
Nel 1964, un anno dopo la pubblicazione della Cognizione del dolore, ecco apparire I Luigi di Francia, in cui Gadda sembra distrarsi in un beato cammino all’indietro, lungo le pagine dei memorialisti, fino ai secoli fausti della monarchia francese.
Con modernissima ironia demoniaca e con il suo implacabile colpo d’occhio, lo scrittore segue e giudica le regolarità e le irregolarità delle passioni di re e popolani, borghesi e marchesi. Spensieratezza? No. Bastano poche righe ed ecco, tra un brivido e una risata, il Gadda di sempre che, con amore ma senza riguardi, si aggira tra le figure di una storia libresca, immobile, facendo talora il verso agli antichi cronisti, talora aggiungendo - ma quasi distrattamente - quella parola, quell’osservazione che subito rigettano nel caos della storia, nel suo straziante enigma, nella sua grottesca vanità.
Categorie: Carlo Emilio Gadda, Garzanti, Storia moderna e contemporanea.
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Libertà e impero
Libertà e impero. Gli Stati Uniti e il mondo 1776-2006
Gli Stati Uniti hanno legato la propria esistenza a una vocazione imperialista fondata su un progetto di espansione considerato essenziale da un punto di vista strategico ed economico, giustificato con la missione di ampliare l’area della “libertà”.
Del Pero distingue tre fasi storiche: la costruzione di un Impero continentale, il consolidamento di un Impero tra gli imperi, l’affermazione di un impero globale. Il periodo fino alla Guerra civile e caratterizzato da una visione che mira a realizzare un unico Stato, dalla costa atlantica a quella pacifica, e sacrifica le comunità indiane assimilando i nuovi territori conquistati a ovest. In seguito gli Usa vivono un momento imperiale, che culmina nella guerra con la Spagna e l’acquisizione delle Filippine. Il fallimento del progetto wilsoniano e l’interludio isolazionista della seconda metà degli anni Trenta lascia poi spazio all’ascesa degli Stati Uniti a leader mondiale. Nel secondo dopoguerra gli Usa combinano elementi tradizionali della politica di potenza e forme nuove d’influenza economica, politica e culturale, riuscendo così a rispondere alla sfida dell’altro universalismo del XX secolo: quello dell’Urss comunista.
L’espansionismo statunitense e le forme imperiali cui ha dato vita si sono sempre legate all’idea di libertà raggiunta all’interno dei confini americani, e alla volontà di esportarla per riuscire a difendere più efficacemente l’american way of life.
Categorie: Mario Del Pero, USA, Politica, Storia moderna e contemporanea, Laterza.
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La Cina del Novecento
La Cina del Novecento. Dalla fine dell’impero ad oggi
Il Novecento cinese è stato molte cose: guerra e pace, lotta contro la miseria e l’arretratezza e per lo sviluppo e la modernizzazione, sforzo per recuperare l’identità perduta e per forgiarne una nuova, impegno per la rinascita della nazione e per un suo ruolo centrale in ambito regionale e internazionale. Tuttavia, il Novecento è stato innanzitutto il “secolo delle repubbliche”: la Repubblica di Cina nata nel 1912, quella dei “signori della guerra”, quella nazionalista, la repubblica dei soviet, la Repubblica nazionalista di Chongqing e quella comunista delle “basi” anti-giapponesi, e infine la Repubblica Popolare Cinese del 1949 e la Repubblica di Cina a Taiwan, la quale ultima è stata riconosciuta come tale da larga parte del mondo ma che nell’ultimo trentennio ha visto ridurre fortemente il proprio ruolo politico e diplomatico internazionale, pur conservando una consistente e dinamica presenza economica, commerciale e culturale negli affari internazionali.
Categorie: Guido Saramani, Cina, Storia moderna e contemporanea, Einaudi.
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