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Il nazismo e l’antichità

ISBN: 9788806232634
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Johann Chapoutot

Il nazismo e l’antichità

«Non abbiamo un passato», diceva Hitler, rammaricandosi che gli archeologi SS si ostinassero in ricerche nei boschi della Germania, per poi trovarvi soltanto delle brocche orrende. Il passato della razza, quello che doveva riempire d’orgoglio i tedeschi, era da rintracciare in Grecia e a Roma. Cosa c’è di meglio di Sparta per costruire una società e un uomo nuovo? Quale miglior esempio di Roma per costruire un Impero? E quale più efficace avvertimento delle guerre che opposero la razza nordica agli assalti della Persia e di Cartagine? L’Antichità greca e romana insegnava come perpetuarsi attraverso una memoria monumentale ed eroica, quella del mito. Il Reich succedette ad Atene e Roma in questa lotta millenaria, nella quale dovette fronteggiare gli stessi nemici e pericoli. Dai canoni dell’ideologia nazista, a partire dal Mein Kampf, agli edifici di Norimberga, passando attraverso i manuali scolastici, il cinema e le arti plastiche, l’Antichità greca e romana venne riletta e riscritta per fornire al lettore, alunno, studente, spettatore e suddito del nuovo Impero, un paradigma ideologico saldamente impiantato sulle due grandi civiltà del mondo classico.

Johann Chapoutot esplora il cuore del progetto totalitario nazista: annettersi non solo gli spazi fisici del mondo, ma impadronirsi, per forgiare l’uomo nuovo, anche del passato, assegnandogli una funzione di esaltazione, modello e profetico avvertimento. Johann Chapoutot in “Il nazismo e l’antichità” pone al centro della sua indagine il rapporto tra ideologia nazista e storia. La propaganda del regime aveva bisogno di miti esemplari, storie eroiche e passati gloriosi a cui rifarsi per sostenere le proprie teorie razziste e di predominio. Trovarono nella storia imperiale romana, nella cultura millenaria greca, nelle gesta militari spartane e nelle imprese dei popoli nordici contro i regni di Persia e Cartagine il passato di cui avevano bisogno e scartarono invece quello, considerato troppo inadeguato e misero, proveniente dai ritrovamenti archeologici nei boschi tedeschi. Una storia ricostruita che fu applicata ovunque: dai libri di testo all’edilizia, dal cinema alle arti. Chapoutot con il suo saggio offre l’occasione per indagare quanto sia stata strutturata la propaganda nazista e come sia stato inteso il rapporto con l’antichità.

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