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Volontari Valloni al fronte orientale

ISBN: 9788898996636
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Erik Norling

Volontari Valloni al fronte orientale. L’ultimo baluardo a difesa dell’Europa

L’Autore racconta le ultime fasi dell’immane conflitto svoltosi nell’Europa Orientale, focalizzando l’impegno di Léon Degrelle e dei suoi belgi nello strenuo tentativo di arginare l’Armata Rossa. Ne rimarrà in vita una percentuale bassissima. Eppure nel maggio 1945, a Berlino ormai assediata, ultimo baluardo dell’Europa dei popoli, tra coloro ancora in grado di combattere troveremo alcuni belgi della Vallonie insieme ai francesi della Charlemagne: volontà mai doma nel difendere, con la capitale tedesca, l’identico ideale di sogno europeo.

Norling enumera le decorazioni guadagnate sul campo da quei volontari: sono una quantità impressionante, considerando quanto i tedeschi fossero attenti a distribuire tali riconoscimenti. Lo stesso Degrelle, che era partito come soldato semplice, salirà sino ai gradi più alti di comando, impressionando i vertici germanici per l’efficienza e l’energia evidenziate in ogni fase del conflitto.

Il ritorno in patria dei superstiti volontari belgi fu segnato dalle vendette. Il nuovo governo insediatosi nel Paese sotto l’egida anglo-americana volle dimostrare anche qui come si possa coniugare un umiliante asservimento con la perfidia vile. L’ultima vittima salì al capestro nel 1949. In questo clima avvelenato, era scontato che le maggiori attenzioni dei detentori si rivolgessero contro Léon Degrelle. E mentre lui riusciva fortunosamente a riparare in Spagna, la sua famiglia ne scontava le pretese colpe: la madre morirà in reclusione, il padre poco dopo la lunga detenzione. Un fratello, innocuo farmacista, era stato ucciso in precedenza dai partigiani.

Dopo la condanna a morte in contumacia, il governo belga varò un’apposita legge, definita “degrelliana”; in base ad essa il fondatore del Rexismo non avrebbe mai più potuto metter piede in patria. Lo avrebbero atteso cinquant’anni d’esilio.

Coerente fino all’ultimo, pubblicò numerosi libri - proibiti sia in Belgio che in Francia - in cui, da abile e limpido narratore, spiegò le idee che lo avevano mosso raccontando l’odissea sul fronte dell’Est. Non meno interessante, un pamphlet in forma di lettera indirizzata al papa Giovanni Paolo II in occasione di una sua imminente visita ad Auschwitz.

Alla sua scomparsa, avvenuta a Malaga il 31 marzo 1994, all’età di 87 anni, ne fu persino vietata la sepoltura in terra belga, ma un compagno d’armi riuscì ad aggirare l’ostacolo spargendo clandestinamente le ceneri di Léon sui monti circostanti la sua città natale, Bouillon, dov’era nato il 15 giugno 1906.

Ha scritto Norling: “Un caso unico nella storia dell’Europa, proibire persino di riposare in un camposanto!”. L’Autore faceva queste riflessioni al tempo della stesura del presente libro. Non poteva sapere che la stupidità disumana avrebbe rinnovato la mostruosità in Italia, “patria del diritto”, in occasione dell’inumazione di un altro proscritto: Erich Priebke.

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