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Il caso «Lusitania». La tragedia del mare che decise la Prima guerra mondiale

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Christian Droste; Renato Prinzhofer

Il caso «Lusitania». La tragedia del mare che decise la Prima guerra mondiale

Nessuna tragedia dei mari e nessun episodio di guerra navale ebbero mai una risonanza e delle conseguenze mondiali paragonabili al naufragio del Lusitania. Intorno alla fine di questo transatlantico, enorme e lussuoso, chiamato “il levriere dei mari”, silurato da un sommergibile tedesco presso la costa irlandese durante la Prima guerra mondiale, divamparono le polemiche e si addensarono i misteri. Il “dossier” pubblicato in queste pagine, costituito di articoli apparsi a quell’epoca, fa rivivere, nella sua tragicità, non solo la fine del Lusitania, ma anche l’intrigo in cui essa si inserisce. Una delle principali poste in gioco, nella campagna di stampa che seguì, fu la conquista dell’opinione pubblica mondiale e specialmente di quella americana, per consentire e giustificare, oltre all’aiuto finanziario e industriale degli USA, il loro diretto intervento nel conflitto. Fu un intervento decisivo per la sconfitta della Germania, ma anche vantaggioso per numerosi interessi privati, lontanissimi dai temi di giustizia in nome dei quali la popolazione americana era chiamata a dare il proprio contributo alla guerra. Attraverso il “dossier” possiamo seguire lo svolgimento dei fatti che accompagnarono il Lusitania alla sua fine e lo strascico di polemiche che seguì: una viva testimonianza di come la bella nave, con il suo carico di passeggeri fiduciosi e di materiali micidiali, andò verso il naufragio.

Il male veniva dal mare

ISBN: 9788830436596Confronta i prezzi su:
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Giuseppe Conte

Il male veniva dal mare

Nizza, Baia degli Angeli, terzo decennio del XXI secolo. Nyamé Kumasi, un giovane cronista mezzo italiano e mezzo ashanti, e Marion, un anziano senzatetto suo amico, scoprono sulla battigia il cadavere orribilmente deturpato di una giovane donna. Il commissario Cavallero, incaricato delle indagini, segue dapprima la pista del delitto a sfondo sessuale, ma nelle acque della Baia, dopo l’arrivo della meganave Sirena, compaiono muovendosi a velocità fulminea misteriose entità luminescenti, che si rivelano meduse di una specie sconosciuta. E quando un’altra ragazza viene rinvenuta morta sulla spiaggia, con tracce di veleno di medusa nel sangue, il commissario dichiara risolto il caso. Per Nyamé e Asal Fortini, una studentessa di biologia ribelle a tutto e a tutti, quella soluzione del caso è solo apparente. Deve esserci dell’altro, qualcosa che supera l’evidenza. I due cominciano così una loro indagine che li metterà in contatto con inquietanti personaggi perduti nei labirinti del male, sino a una terribile rivelazione… Con questa avventura, intrisa di mare e porti malfamati, Giuseppe Conte si misura con il fanta-thriller, affrontando argomenti attuali come il degrado ambientale e sociale, o eterni come il confronto-scontro tra l’umano e il non umano, l’amore e il disamore, il potere e l’anarchia, la realtà e il mito.

Correva l’anno della vendetta. Schio, Oderzo e altri eccidi del dopoguerra

ISBN: 9788842540311Confronta i prezzi su:
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Enzo Cicchino; Roberto Olivo

Correva l’anno della vendetta. Schio, Oderzo e altri eccidi del dopoguerra

La notte fra il 6 e il 7 luglio 1945 nelle carceri mandamentali di Schio, nel Vicentino, si consumò un orribile fatto di sangue. Alcuni partigiani scaricarono diverse raffiche di mitra su un centinaio di prigionieri accusati di essere fascisti. Nell’eccidio perse la vita una cinquantina di persone; altrettante, miracolosamente sopravvissute, furono condannate a portare per sempre sul proprio corpo i segni del massacro. Cinquant’anni dopo, all’inizio degli anni Novanta, una troupe televisiva conduce un’inchiesta sull’episodio, raccogliendo preziosa documentazione e interviste ai testimoni, ai parenti delle vittime e ai sopravvissuti.

In questo libro la ricostruzione dell’eccidio di Schio, grazie al ricco materiale ricavato nell’indagine, si allarga ad altri eventi sanguinosi di quel tragico periodo. Regolamenti di conti, esecuzioni sommarie, stragi ingiustificate, come a Oderzo o alla Cartiera di Mignagola, l’orrore delle foibe, il “triangolo della morte”, la Volante Rossa e poi i processi negli anni Cinquanta: pagine macchiate di sangue della storia dell’immediato dopoguerra italiano e della faticosa nascita della democrazia dopo vent’anni di fascismo e dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale.

Ernst von Salomon. L’ultimo proscritto

ISBN: 9788889107461Confronta i prezzi su:
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Andrea Niccolò Strummiello

Ernst von Salomon. L’ultimo proscritto

Attraverso questa densa biografia ci si può immergere nell’epopea e nell’atmosfera che aveva nutrito la stagione guerriera dei “Freikorps” e successivamente dato vita a quella che verrà definita come la componente nazional-rivoluzionaria della Rivoluzione Conservatrice. Quindi una appassionante e affascinante storia nazional-rivoluzionaria, quella di Ernst von Salomon, che ebbe inizio tra le macerie della Germania sconfitta e umiliata, per proseguire poi tra il fuoco e il sangue della guerra civile, la sua partecipazione a velleitari complotti cospiratori ed a vere rivolte popolari, i rapporti che intrattenne con Ernst Jünger e con Ernst Niekisch, altre figure simbolo di quell’opposizione nazional-rivoluzionaria al sistema di Weimar, che entrò ben presto in rotta di collisione con il più organizzato e strutturato movimento nazionalsocialista.

Del buon uso del pessimismo

ISBN: 9788871809489Confronta i prezzi su:
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Roger Scruton

Del buon uso del pessimismo

La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. Ed è proprio su di esse che si concentra in questo libro la critica radicale di Roger Scruton. La moderna storia europea è stata funestata da tragedie incomparabili (su tutte il nazismo, il fascismo e il comunismo). Responsabili di questi orrori sono, secondo l’autore, gli idealisti e utopisti di destra e di sinistra, che, ignorando la natura umana, immaginano un futuro inevitabilmente radioso, credono nel ritorno a un felice stato di natura (che non è mai esistito), considerano l’utopia una forza positiva della storia. Questi “ottimisti senza scrupoli” hanno in comune il desiderio di imporre, spesso con la violenza, la propria visione del mondo basata su false speranze di palingenesi illusorie: è il caso dei giacobini francesi, dei rivoluzionari russi, dei nazisti, dei comunisti, dei terroristi islamici e, in una dimensione meno tragica ma altrettanto “distruttiva”, dei burocrati dell’Unione Europea, degli economisti, dei sociologi, dei politologi e dei vari esperti votati al benessere e al miglioramento dell’umanità. Del buon uso del pessimismo costituisce, fin dal titolo, un invito ad adottare un atteggiamento serenamente pessimistico, non dettato da una visione tetra della condizione umana, ma dalla consapevolezza dei vincoli e dei limiti della natura dell’uomo, che rendono impossibile ogni pianificazione e trasformazione idealistica della società.