Carlo Emilio Gadda
Carlo Emilio Gadda (Milano, 14 novembre 1893 – Roma, 21 maggio 1973) è stato uno scrittore italiano.
Inizialmente orientato verso le facoltà umanistiche, fu costretto a seguire i consigli della madre e ad iscriversi alla facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano. Da convinto interventista, allo scoppio della prima guerra mondiale partecipò come volontario in una divisione alpina, prendendo parte ad azioni sull’Adamello e sulle alture vicentine. Venne fatto prigioniero e deportato a Celle (Hannover, Germania), dove strinse amicizia con Bonaventura Tecchi e Ugo Betti. Al rientro in Italia, nel 1919, apprese della morte del fratello Enrico in guerra. Dall’esperienza della guerra, della sconfitta e della prigionia uscirà il Giornale di guerra e di prigionia, pubblicato solamente nel 1955.
Tornato a Milano, nel 1920 ottenne la laurea in ingegneria elettrotecnica. Nel 1924 si iscrisse alla facoltà di Filosofia e iniziò a dedicarsi alla passione a lungo rimandata: la letteratura. Superò tutti gli esami, ma non discusse mai la tesi. Nel 1926 iniziò la sua collaborazione alla rivista fiorentina Solaria, esordendo nel 1927 sulle pagine di critica con il saggio dal titolo Apologia manzoniana.
Nel 1928-1929 abbozzò un trattato filosofico, la Meditazione milanese (di cui stese una prima versione e iniziò, senza concluderla, una seconda versione), che trattava di una gnoseologia, e nel quale si manifestava il suo interesse per Leibniz, ma anche per Kant e per Spinoza. Nello stesso anno si dedicò al romanzo La meccanica, che tuttavia, rimasto incompiuto, vedrà la luce solamente nel 1970.
Nel 1931 iniziò la sua collaborazione al quotidiano milanese L’ambrosiano, e pubblicò presso le Edizioni di Solaria una raccolta di racconti e prose varie intitolata La Madonna dei filosofi. Con Il castello di Udine, sua seconda raccolta di racconti, che verrà pubblicata tre anni dopo, lo scrittore otterrà il premio Bagutta.
Nel 1936 morì la madre, con la quale Gadda intratteneva un rapporto conflittuale. Fu anche per la morte di Adele Lehr, e in relazione alla scelta di vendere la casa paterna in Brianza, in cui la madre aveva vissuto, che lo scrittore cominciò a stendere i primi abbozzi del romanzo La cognizione del dolore, pubblicato successivamente tra il 1938 e il 1941 sulla rivista Letteratura.
Nel 1940 lo scrittore, abbandonata ormai definitivamente la professione di ingegnere, si trasferì a Firenze dove visse fino al 1950. Nel 1944 pubblicò l’Adalgisa, una raccolta di racconti di ambiente milanese e nel 1944 Disegni milanesi, un quadro storico-satirico della borghesia milanese nel primo trentennio del Novecento, affiancato da note che danno un rimando saggistico all’opera.
Nel 1950 Gadda si trasferì a Roma dove lavorò presso la RAI per i servizi di cultura del Terzo programma radiofonico fino al 1955. Sarà di questi anni la produzione letteraria più matura dello scrittore che lo imporranno come una delle grandi personalità letterarie del Novecento. Nel 1952 pubblicò Il primo libro delle favole e nel 1953 Novelle del ducato in fiamme, un’ironica rappresentazione dell’ultimo periodo del fascismo, con il quale ottenne nel 1953 il premio Viareggio.
Nel 1957 venne pubblicato Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, uno sperimentale romanzo giallo ambientato nei primi anni del fascismo che era già apparso in una prima versione nel 1946-1947 sulla rivista Letteratura. Da quest’opera nel 1959 fu tratto il film Un maledetto imbroglio del regista Pietro Germi.
Nel 1963 venne dato alle stampe La cognizione del dolore. L’opera, già apparsa in parte tra il 1938 e 1941 sempre su Letteratura, ottenne il Prix International de la Littérature ed uscì successivamente ai saggi e alle note autobiografiche raccolte nel 1958 con il titolo I viaggi la morte. Sempre nel 1963 uscirono Le meraviglie d’Italia nella loro stesura definitiva, con modifiche sostanziali rispetto alla pubblicazione del 1938.
Tra le ultime opere, il romanzo-saggio del 1967 Eros e Priapo: da furore a cenere, un violento e grottesco pamphlet sui miti del ventennio fascista che dimostra ancora una volta il cambiato atteggiamento di Gadda nei confronti del fascismo; proprio Eros e Priapo è un divertente benché amarissimo scritto contro il regime e Benito Mussolini.
Vennero poi pubblicati il primo romanzo di Gadda, La meccanica, nel 1970, e altri scritti inediti che risalgono ai suoi primi anni di attività letteraria, come Novella seconda del 1971.
Gadda morì il 21 maggio 1973 a Roma. Dopo la sua morte vennero pubblicati Meditazione milanese nel 1974 e Romanzo italiano di ignoto del Novecento (1983).
La cognizione del dolore
Carissimo Gianfranco
La meccanica
Il guerriero, l’amazzone, lo spirito della poesia nel verso immortale del Foscolo
Giornale di guerra e di prigionia
Il castello di Udine
I viaggi la morte
L’Adalgisa
Accoppiamenti giudiziosi
Meditazione milanese
La Madonna dei filosofi
Giornale di guerra e di prigionia
Eros e Priapo
Le meraviglie d’Italia. Gli anni
La verità sospetta. Tre traduzioni
I Littoriali del lavoro e altri scritti giornalistici 1932-1941
Un fulmine sul 220
Villa in Brianza
Romanzi e racconti. Vol. 2
Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana
Romanzi e racconti. Vol. 1
I Luigi di Francia