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Gabriele d'Annunzio

Gabriele d'AnnunzioGabriele d’Annunzio (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, 1 marzo 1938) è stato uno scrittore, militare e politico italiano, simbolo del Decadentismo ed eroe di guerra. Occupò una posizione preminente nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 circa e nella vita politica dal 1914 al 1924. Sia in letteratura che in politica lasciò il segno ed ebbe un influsso (più o meno diretto) sugli eventi che gli sarebbero succeduti.

Alcune volte la fortuna di cui un autore gode è il frutto di scelte consapevoli, di una capacità strategica di collocarsi nel centro di un sistema culturale che possa garantirgli le migliori opportunità che il suo tempo ha da offrirgli. D’Annunzio aveva cominciato a “immaginarsi” poeta leggendo Giosuè Carducci negli anni del liceo; ma la sua sensibilità per la trasgressione e il successo dal 1885 lo portò ad abbandonare un modello come quello carducciano, già provinciale e superato in confronto a quanto si scriveva e si dibatteva in Francia, culla delle più avanzate correnti di avanguardia - Decadentismo e Simbolismo. Il suo giornale gli assicurava l’arrivo di tutte le riviste letterarie parigine, e attraverso i dibattiti e le recensioni in esse contenuti, D’Annunzio poté programmare le proprie letture cogliendo i momenti culminanti dell’evoluzione letteraria del tempo.

Fu così che conobbe Théophile Gautier, Guy de Maupassant, Max Nordau e soprattutto Joris-Karl Huysmans, il cui romanzo À rebours costituì il manifesto europeo dell’estetismo decadente. In un senso più generale, le scelte di D’Annunzio furono condizionate da un utilitarismo che lo spinse non verso ciò che poteva rappresentare un modello di valore “alto”, ideale, assoluto, ma verso ciò che si prestava a un riuso immediato e spregiudicato, alla luce di quelli che erano i suoi obiettivi di successo economico e mondano.

D’Annunzio non esitava a “saccheggiare” ciò che colpiva la sua immaginazione e che conteneva quegli elementi utili a soddisfare il gusto borghese ed elitario insieme del “suo pubblico”. D’altronde, a dimostrazione del carattere unitario del “mondo dannunziano”, è significativo il fatto che egli usò nello stesso modo anche il pensiero filosofico.


Gabriele D'Annunzio
Il fuoco
Gabriele D'Annunzio
Il libro segreto
Gabriele D'Annunzio
Alcione
Gabriele D'Annunzio
Il piacere. Audiolibro
Gabriele D'Annunzio
«La rosa della mia guerra». Lettere a Venturina
Gabriele D'Annunzio
Versi d’amore
Gabriele D'Annunzio
Il piacere
Gabriele D'Annunzio
Lettere a Barbara Leoni (1887-1892)
Annibale Tenneroni Gabriele D'Annunzio
Al «candido fratello». Carteggio
Gabriele D'Annunzio
Favole di Natale
Gabriele D'Annunzio
Notturno
Gabriele D'Annunzio
L’innocente
Gabriele D'Annunzio
Il fuoco
Gabriele D'Annunzio
Il piacere
Gabriele D'Annunzio
La figlia di Iorio
Gabriele D'Annunzio
Poesie
Gabriele D'Annunzio
Lettere d’amore a Barbara Leoni
Gabriele D'Annunzio
Il piacere
Gabriele D'Annunzio
Il fastello della mirra