Giambattista Vico
Giambattista Vico (Napoli, 23 giugno 1668 – 23 gennaio 1744) è stato un filosofo, storico e giurista italiano.
Nato in una famiglia di modeste condizioni, una frattura al cranio gli impedì di frequentare la scuola per tre anni; pur non alterando le sue capacità mentali, tale incidente gli cambiò il carattere, rendendolo introverso e melanconico. Studiò filosofia nel collegio dei gesuiti di Napoli. Appassionato di studi giuridici, sempre considerati da lui di grande importanza, spronato dal padre nel 1684 si dedicò alla carriera forense; si laureò nel 1693 in utroque, cioè in diritto canonico e civile.
Fondamentali per la sua formazione culturale furono gli anni tra il 1686 e il 1695 trascorsi, mentre si dedicava agli studi di diritto, come precettore dei figli del marchese Domenico Rocca nel castello di Vatolla (oggi frazione del Comune di Perdifumo) nel Cilento: qui Vico, usufruendo della grande biblioteca padronale, ebbe modo di leggere e studiare le opere di Platone, Aristotele, sant’Agostino, Tacito, Dante, Petrarca e Suárez, tenendosi anche aggiornato sul dibattito filosofico di quel tempo che si svolgeva attorno alla “discussione sul cartesianesimo” tra i sostenitori di Cartesio e i suoi critici. Di quel periodo di intenso studio da autodidatta ci è pervenuta una canzone da lui composta, dal titolo Affetti di un disperato, ispirata alla poesia di Lucrezio.
Tornato a Napoli ottenne la modesta cattedra universitaria di eloquenza e retorica che mantenne sino al termine della sua vita assieme all’incarico, attribuitogli nel 1732 dal re Carlo III di Borbone, di storiografo regio. Nell’ambiente culturale napoletano, molto interessato alle nuove dottrine filosofiche, Vico ebbe modo di entrare in rapporto con il pensiero di Cartesio, Hobbes, Gassendi, Malebranche e Leibniz anche se i suoi autori di riferimento risalivano piuttosto alle dottrine neoplatoniche, rielaborate dalla filosofia rinascimentale, aggiornate dalle moderne concezioni scientifiche di Francesco Bacone e Galileo Galilei e del pensiero giusnaturalistico.
Nel 1725 vengono pubblicati i Principj di una Scienza Nuova intorno alla natura delle nazioni, più conosciuta con il titolo abbreviato di Scienza Nuova, opera a cui Vico lavorò per tutto il corso della sua vita, con una edizione integralmente riscritta nel 1730 anche a seguito delle critiche ricevute (cui rispose nelle Vici Vindiciae del 1729) e, infine, rivista completamente, senza grandi modifiche, per la terza edizione del 1744, pochi mesi prima della sua morte.
Minora. Scritti latini storici e d’occasione
Varia. Il De mente heroica e gli scritti latini minori
De universi juris principio, et fine uno (rist. anast. Napoli, 1720)
Idea della scienza nuova
Autobiografia. Poesie. Scienza nuova
Metafisica e metodo
La discoverta del vero Omero. Giudizio sopra Dante