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Leonardo Sciascia

Leonardo SciasciaLeonardo Sciascia (Racalmuto, 8 gennaio 1921 – Palermo, 20 novembre 1989) è stato uno scrittore, saggista e politico italiano.

Nel 1953 vince il Premio Pirandello, assegnatogli dalla Regione Siciliana per il suo saggio Pirandello e il pirandellismo. Inizia nel 1954 a collaborare a riviste antologiche dedicate alla letteratura e agli studi etnologici, assumendo l’incarico di direttore di «Galleria» e de «I quaderni di Galleria» edite dall’omonimo Salvatore Sciascia di Caltanissetta. Nel 1956 pubblica Le parrocchie di Regalpetra, una sintesi autobiografica dell’esperienza vissuta come maestro nelle scuole elementari del suo paese.

Nell’anno scolastico 1957-1958 viene assegnato al Ministero della Pubblica Istruzione a Roma e in autunno pubblica i tre racconti che vanno sotto il titolo Gli zii di Sicilia. Alla raccolta si aggiunge, nel 1960, un quarto racconto, L’antimonio, che ebbe favorevole consenso della critica ed al quale Pasolini dedicherà un articolo sulla rivista Officina.

Nel 1961 esce Il giorno della civetta con il quale lo scrittore indica nel giallo il genere di riferimento delle sue opere. Al romanzo si ispira il film omonimo del regista Damiano Damiani, uscito nel 1968. Gli anni ‘60 vedranno nascere alcuni dei romanzi più sentiti dallo stesso autore, dedicati alle ricerche storiche sulla cultura siciliana: nel 1963 pubblica Il consiglio d’Egitto, nel 1964 pubblica il breve saggio o racconto, come dice lo stesso Sciascia nella prefazione alla ristampa del 1967, Morte dell’Inquisitore. Risale al 1965 il saggio Feste religiose in Sicilia; sempre nel 1965 esce la sua commedia L’onorevole, che è una impietosa denuncia delle complicità tra governo e mafia.

Nel 1966 ritorna con un romanzo, A ciascuno il suo, che riprende le modalità del “giallo” già utilizzate ne Il giorno della civetta. Nel 1967 si trasferisce a Palermo per seguire negli studi le figlie e per scrivere. Esce intanto per l’editore Mursia una antologia Narratori di Sicilia, curata da Sciascia in collaborazione con Salvatore Guglielmino.

Nel 1969 inizia la sua collaborazione con il Corriere della Sera e pubblica “Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D.”. Nel 1970 Sciascia va in pensione e pubblica la raccolta di saggi La corda pazza

Il 1971 è l’anno de Il contesto, con il quale l’autore ritorna al genere poliziesco. Dal romanzo venne ispirato il film di Francesco Rosi, uscito nel 1976 ed intitolato Cadaveri eccellenti. Con gli Atti relativi alla morte di Raymond Roussel del 1971, si comprende che in Sciascia la propensione ad includere la denuncia sociale nella narrazione di episodi veri di cronaca nera si fa sempre più forte. Così sarà ne I pugnalatori del 1976 e ne L’affaire Moro del 1978.

Nel 1973 pubblica Il mare colore del vino e scrive la prefazione ad un’edizione della Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni. Nel 1974 pubblica la prefazione ad una ristampa dei Dialoghi dello scrittore greco Luciano di Samosata dal titolo Luciano e le fedi.

Esce intanto Todo modo, un libro che parla “di cattolici che fanno politica” e che viene stroncato dalle gerarchie ecclesiastiche. Anche da questo romanzo verrà tratto un film dallo stesso titolo diretto dal regista Elio Petri nel 1976.

Nel 1975 pubblica La scomparsa di Majorana. In questi anni aumenta i suoi viaggi a Parigi e si intensificano i contatti con la cultura francese.

Nel 1980 pubblica Il volto sulla maschera e la traduzione di un’opera di Anatole France, Il procuratore della Giudea; nel 1981 Il teatro della memoria e, in collaborazione con Davide Lajolo, Conversazioni in una stanza chiusa. Nel 1982 escono Kermesse e La sentenza memorabile, nel 1983 Cruciverba. Pubblica nel 1984 Stendhal e la Sicilia, un saggio per commemorare la nascita dello scrittore francese.

Gli ultimi anni di vita dello scrittore sono segnati dalla malattia che lo costringe a frequenti trasferimenti a Milano per curarsi ma egli continua, sia pure con fatica, la sua attività di scrittore. Carichi di tristi motivi autobiografici sono i brevi romanzi gialli Porte aperte del 1987, Il cavaliere e la morte del 1988 e Una storia semplice

Nel 1987 cura una mostra molto suggestiva, all’interno della Mole Antonelliana a Torino, dal titolo “Ignoto a me stesso” (aprile-giugno). Erano esposte quasi 200 rare fotografie scelte da Leonardo Sciascia e concesse in originale da importanti istituzioni di tutto il mondo. Si tratta di ritratti di scrittori famosi, dai primi dagherrotipi ai giorni nostri, da Edgar Allan Poe a Rabindranath Tagore a Gorkij a Jorge Luis Borges. Il catalogo viene stampato da Bompiani e oltre il saggio di Sciascia Il ritratto fotografico come entelechia contiene 163 ritratti e altrettante citazioni dei relativi scrittori.

Pochi mesi prima di morire scrive Alfabeto pirandelliano, A futura memoria (se la memoria ha un futuro), che verrà pubblicato postumo, e Fatti diversi di storia letteraria e civile, edito da Sellerio. Muore a Palermo il 20 novembre 1989.


Il fuoco nel mare
A futura memoria (se la memoria ha un futuro)
1912 + 1
Nero su nero
Todo modo
La corda pazza. Scrittori e cose della Sicilia
A ciascuno il suo
Morte dell’inquisitore
Il giorno della civetta
Le parrocchie di Regalpetra
Il teatro della memoria - La sentenza memorabile
Opere. Vol. 3: 1984-1989
Opere. Vol. 2: 1971-1983
Opere. Vol. 1: 1956-1971
Il contesto. Una parodia
Il cavaliere e la morte
Invenzione di una prefettura
Fatti diversi di storia letteraria e civile
Atti relativi alla morte di Raymond Roussel
L’affaire Moro
A ciascuno il suo. Audiolibro
Il Consiglio d’Egitto
Candido ovvero Un sogno fatto in Sicilia
L’adorabile Stendhal
La scomparsa di Majorana