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Platone

PlatonePlatone (Atene, 427 a.C. – Atene, 347 a.C.) è stato un filosofo greco antico, uno dei maggiori della storia del pensiero occidentale.

Nacque ad Atene da genitori aristocratici, Aristone, che gli impose il nome del nonno, Aristocle, e Perittione, la quale, secondo Diogene Laerzio (Vite, III, 1, 1), discendeva da Solone. La sua data di nascita viene fissata da Apollodoro di Atene, nella sua Cronologia, all’ottantottesima Olimpiade, nel settimo giorno del mese di Targellione, ossia alla fine di maggio del 428 a.C. Ebbe due fratelli, Adimanto e Glaucone, citati nella sua Repubblica, e una sorella, Potone, madre di Speusippo, futuro allievo e successore, alla sua morte, alla direzione dell’Accademia di Atene.

Fu un altro Aristone, un lottatore di Argo, suo maestro di ginnastica, a chiamarlo Platone, (da platos, ampio) in virtù della sua robustezza; altri danno del nome un’altra derivazione, come l’ampiezza della fronte o la maestà dello stile letterario. Diogene Laerzio, riferendosi ad Apuleio (Platone e la sua dottrina, I, 2), a Olimpiodoro (Vita di Platone, 2, 3) e a Eliano (Storia varia, II, 30), informa che avrebbe coltivato la pittura e la poesia, scrivendo ditirambi, liriche e tragedie, che avrebbero avuto in seguito, insieme ai mimi, un’ importanza fondamentale per la scrittura dei suoi dialoghi.

Avrebbe partecipato a tre spedizioni militari, durante la guerra del Peloponneso, a Tanagra, a Corinto e a Delio, dal 409 a.C. al 407 a.C., anno in cui, conosciuto Socrate, avrebbe distrutto tutte le sue composizioni poetiche per dedicarsi completamente alla filosofia. Dopo la parentesi del governo, oligarchico e filo-spartano, dei Trenta tiranni, del quale fece parte suo zio Crizia, il nuovo governo democratico accusò di empietà e di corruzione dei giovani Socrate, condannandolo a morte nel 399 a.C. - alla cui esecuzione Platone non assistette perché malato.

Frequentò allora l’eracliteo Cratilo e il parmenideo Ermogene, ma non è certo se la notizia sia reale o se voglia giustificare la sua successiva dottrina, influenzata sotto diversi aspetti dal pensiero dei suoi due grandi predecessori, Eraclito e Parmenide, da lui considerati gli autentici fondatori della filosofia. Sempre verso il 399 a.C. sarebbe andato a Megara insieme con altri allievi di Socrate, poi a Cirene, frequentando il matematico Teodoro di Cirene e ancora in Italia, dai pitagorici Filolao ed Eurito. Di qui, si sarebbe recato in Egitto, dove i sacerdoti l’avrebbero guarito da una malattia. Ma la fondatezza della notizia di questi viaggi è molto dubbia.

Certo è invece che Platone sia stato a Siracusa, intorno al 388 a.C., governata da Dionigi I, dove strinse amicizia col cognato del tiranno, Dione, che guardò con favore ai programmi politici di Platone. Ma opposto fu l’atteggiamento di Dionigi, che costrinse Platone ad abbandonare Siracusa per Atene; fatto sbarcare nell’isola di Egina, nemica di Atene, vi venne fatto prigioniero e reso schiavo; per sua fortuna, il socratico Anniceride di Cirene lo riscattò. Ma anche quest’episodio, narrato con varianti da Diogene Larzio (Vite, III, 19, 20), è molto dubbio.


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